Il processo di ossidazione e nitrificazione degli impianti di depurazione delle acque reflue necessita di un elevato fabbisogno energetico per il sistema di aerazione. Ciò determina un importante impatto ambientale e rappresenta una delle principali voci di bilancio economico degli impianti. Allo scopo di garantire elevate qualità dell’effluente, la gestione del processo prevede spesso il mantenimento di elevati valori di ossigeno disciolto e di età del fango con conseguente aumento dei costi di gestione e della carbon footprint complessiva del processo di depurazione.

La gestione del processo è dunque un aspetto fondamentale ed una sua ottimizzazione mediante l’utilizzo di tecnologie e protocolli alternativi a quelli attuali può comportare notevoli vantaggi, sia in termini economici che di impatto ambientale.


La sperimentazione si svolge presso l’impianto di Calice, gestito dalla società GIDA Spa, che si trova al confine tra le province di Prato e Pistoia; è stato avviato nel 1985 con l’obiettivo di trattare un refluo misto civile-industriale proveniente dalla zona ovest del Comune di Prato e dal vicino Comune di Montemurlo, dove sono concentrate numerose industrie perlopiù tessili.

La filiera dei processi depurativi delle acque reflue in arrivo dalla fognatura, denominata IDL (Impianto Depurazione Liquami), prevede un pre-trattamento di grigliatura e dissabbiatura, e un trattamento primario di sedimentazione; dopodiché i liquami sono inviati in una vasca di equalizzazione.

Da lì, tramite un sistema di pompaggio sono inviati al comparto biologico costituito dalle sezioni di denitrificazione, di ossidazione e di sedimentazione secondaria, ed infine sottoposti a trattamento terziario e affinamento, comprensivo di ozonizzazione. L’effluente chiarificato viene scaricato nel fosso Calicino, affluente di sinistra dell’Ombrone pistoiese.

La linea fanghi consiste, invece, in un ispessimento a gravità, seguito da disidratazione meccanica con centrifuga o filtropressa (prevedendo un dosaggio di calce e cloruro ferrico per la corretta stabilizzazione), con una produzione giornaliera media di circa 27 t/d di fanghi di supero, con sostanza secca oscillante tra il 26 e il 28% in peso. A seguito della costruzione del fangodotto, è possibile inviare una parte dei fanghi di supero all’impianto principale GIDA Spa di Baciacavallo, dove è attivo un inceneritore per la loro termodistruzione.

Dal 1992, presso l’impianto di Calice, è attiva anche una stazione per il trattamento di rifiuti liquidi, detta ITL (Impianto Trattamento Liquami), con una potenzialità odierna di 6.000 m3 a settimana. La quasi totalità dei rifiuti liquidi, recapitati per mezzo di autobotti, è costituita da fanghi di fosse settiche e liquami di percolati di discarica, che seguono due diverse linee di trattamento.

I fanghi delle fosse settiche sono inizialmente sottoposti a trattamenti fisici di grigliatura, dissabbiatura e rotostacciatura, accumulati in vasche areate, ed inviati, nella maggior parte dei casi, in testa alla sezione di dissabbiatura della linea acque del depuratore; i percolati di discarica, invece, non subiscono i suddetti trattamenti, ma vengono indirizzati, dopo un accumulo aerato, ad una specifica fase di trattamento biologico, costituito da denitrificazione e ossidazione, con successiva filtrazione a membrana. Il permeato che si origina dall’ultrafiltrazione viene inviato a monte del trattamento primario dell’impianto di depurazione.